Nella tarda serata del 24 giugno 2026 (ora UTC), la rete sismica mondiale ha registrato una straordinaria e convulsa sequenza di eventi sismici di magnitudo elevata. Nel giro di poche decine di minuti, due diversi angoli del pianeta – la costa settentrionale del Venezuela e la costa orientale del Giappone – sono stati colpiti da tre eveti di considerevole grandezza.

Fig. 1 – Mappe epicentrali globali degli eventi sismici del 24 giugno 2026 (Fonte: USGS). A sinistra: l'epicentro del sisma Mw 6.9 localizzato lungo la zona di subduzione pacifica al largo della costa di Kuji (Giappone). A destra: la localizzazione della violenta sequenza sismica in Venezuela (Stato Yaracuy).

In particolare, le onde sismiche generate dai due eventi venezuelani, avvenuti a breve distanza temporale e spaziale l’uno dall’altro, hanno attraversato l’interno del mantello terrestre convergendo e sovrapponendosi nei sismogrammi registrati dalle stazioni della rete Net4Fer dell’Università degli Studi di Ferrara.

I dati dei telesismi (Fonte: USGS)

La tabella seguente riassume i tre principali shock sismici che hanno caratterizzato questo ristretto intervallo temporale:

Parametro Venezuela (Evento 1) Venezuela (Evento 2) Giappone (Honshu Coast)
Data e Ora Origine (UTC) 24-06-2026 ore 22:04:33 24-06-2026 ore 22:05:13 24-06-2026 ore 22:30:15
Magnitudo (Mw) 7.2 7.5 6.9
Epicentro 23 km SE di Yumare (Yaracuy) Costa settentrionale / Yaracuy 30 km ENE di Kuji (Iwate)
Profondità (Ipocentro) 20.3 km ~15 km (provvisoria) 51.7 km

 

Che cos'è un "Terremoto Doppietto" (Doublet)?

La sequenza sismica in Venezuela ha evidenziato una propagazione della rottura  poco frequente, caratterizzata da un trasferimento di stress co‑sismico sufficiente a generare due eventi di grande magnitudo in rapida successione temporale, che ha dato luogo a un tipico "terremoto doppietto" (doublet earthquake)

Nel caso del doppietto sismico, la prima rottura (Mw 7.2) ha prodotto una variazione improvvisa dello stress sul segmento di faglia adiacente, che era già vicino alla sua soglia di rottura. Questa redistribuzione di stress ha innescato quasi immediatamente una seconda rottura, ancora più grande (Mw 7.5), avvenuta circa 40 secondi dopo il primo evento.

Di conseguenza, le onde sismiche generate dai due terremoti sono partite con un intervallo temporale così ridotto da sovrapporsi durante la propagazione verso il sensore, producendo il pattern complesso osservabile nella Fig. 2.

Fig. 2 – Sismogramma a tre componenti (Z, N, E) della stazione ad alta sensibilità  FEM1 dell'Università di Ferrara. La panoramica mostra l'intera attività telesismica della serata del 24 giugno 2026. A sinistra, cerchiato in rosso, l'ampio e prolungato pacchetto energetico generato dal doppietto del Venezuela. A destra, a circa 27 minuti di distanza, si osserva l'arrivo delle prime onde dal telesisma del Giappone (Mw 6.9).

La risposta strumentale delle stazioni Net4Fer permette di identificare con precisione il transito delle diverse forme d’onda associate ai due terremoti. L’analisi della porzione iniziale del segnale relativo all’evento venezuelano evidenzia in modo netto la firma della doppia rottura.

Fig. 3 – Ingrandimento (zoom) della fase iniziale del telesisma del Venezuela registrato dalla stazione FEM1. La grafica evidenzia in grigio la finestra temporale di 40 secondi che separa l'inizio del primo fronte d'onda della scossa Mw 7.2 (ore 22:15:14 UTC a Ferrara dal secondo fronte d'onda  dalla seconda e maggiore scossa Mw 7.5. 

Come evidenziato in Fig. 3, l’arrivo delle onde primarie (P) associate all’evento di magnitudo Mw 7.2 produce un primo incremento dell’ampiezza del segnale, con un livello di scuotimento moderato. Esattamente 40 secondi più tardi, il sismogramma mostra un secondo e netto aumento dell’energia registrata: l’ampiezza delle oscillazioni — in particolare sulla componente verticale Z e sulla componente est‑ovest E — cresce rapidamente.

Questo secondo treno d’onda corrisponde all’arrivo del segnale generato dalla rottura di magnitudo Mw 7.5, che segue la prima di pochi secondi.

La quasi contemporaneità dei terremoti avvenuti in Giappone e in Venezuela può suggerire un possibile nesso. Tuttavia, l’analisi dei contesti tettonici mostra che i due eventi sono non correlati: appartengono a domini geodinamici distinti e non esiste alcun processo di trasferimento di stress in grado di collegarli.

La geodinamica globale ci insegna che i due sistemi rispondono a motori tettonici completamente separati:

  1. Il sistema Caraibico (Venezuela): Il doppietto si è sviluppato lungo un sistema di faglie trascorrenti destre (Faglie di Boconó-San Sebastian-El Pilar) che svincola lo scorrimento laterale (circa 20 mm/anno) tra la placca Caraibica e quella Sudamericana. Si tratta di una dinamica di scorrimento orizzontale e superficiale.

  2. La subduzione di Kuji (Giappone): L'evento giapponese è avvenuto lungo la Fossa del Giappone, dove la placca del Pacifico sprofonda (subduce) al di sotto dell'isola di Honshu a una velocità di circa 80 mm/anno. È un regime puramente compressivo, di tipo megathrust, e l'ipocentro si colloca a ben 51.7 km di profondità.

Le sollecitazioni dinamiche — cioè le onde sismiche — generate dal terremoto in Venezuela hanno effettivamente attraversato l’intero pianeta, ma l’energia che raggiunge il Giappone, a circa 14.000 km di distanza, è estremamente ridotta e non è fisicamente in grado di modificare lo stato di sforzo su una faglia compressiva profonda (circa 50 km) fino al punto di innescarne la rottura.

I due terremoti devono quindi essere considerati eventi indipendenti: appartengono a contesti tettonici distinti e non esiste alcun meccanismo di trasferimento di stress che possa collegarli. La loro quasi contemporaneità rappresenta una coincidenza temporale, in cui due regioni della litosfera — entrambe già prossime alla propria soglia di rottura — hanno rilasciato energia a pochi minuti di distanza l’una dall’altra.

Poter osservare e isolare queste dinamiche indipendenti su un unico sismogramma a Ferrara rappresenta un'opportunità didattica e di monitoraggio continuo di inestimabile valore per la rete Net4Fer.

 

Riferimenti e Link Ufficiali (USGS)